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Pare che a Roma non si vive molto bene considerando parametri come efficienza dei servizi, criminalita’, opportunita’ culturali, inquinamento.
Questo emerge da uno studio dell’agenzia internazionale per le risorse umane Mercer.
Messi a confronto, 221 centri urbani mondiali, il risultato è che in pole position ci sono Vienna, Zurigo e Ginevra, mentre la Capitale è 54esima in classifica. Ci supera Londra (39esimo posto) e anche Milano (41esimo).
Ma se si guarda alla vocazione ‘verde’ di Roma arrivano i dolori.
Riguardo a parametri come disponibilita’ e potabilita’ dell’acqua, rimozione dei rifiuti, qualita’ della rete fognaria, inquinamento atmosferico e traffico, ci piazziamo solo al 78esimo posto.
Unica consolazione: in questo ambito superiamo Milano (84esimo) mentre prima è Calgary, in Canada, seguita da Honolulu, nello Stato americano delle Hawaii. Seguono Ottawa, ancora in Canada, Helsinki (Finlandia) e Wellington (Nuova Zelanda).
Infine, come naturale che sia, la città in cui la qualità della vita è peggiore è Baghdad.
Quattrocento istituti di suore, 300 parrocchie, 250 scuole cattoliche, 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalizie, 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, altrettanti seminari, 18 ospedali, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, sei ospizi. Sono quasi 2 mila gli enti religiosi residenti nella Capitale, e risultano proprietari di circa 20 mila terreni e fabbricati, suddivisi tra città e provincia.
Un quarto di Roma, a spanne, è della Curia. Partendo dalla fine di via Nomentana, all’altezza dell’Aniene, dove le Orsoline possiedono un palazzo di sei piani da oltre 50 mila metri quadri di superficie, mentre le suore di Maria Ripatrarice si accontentano di un convento di tre piani; e scendendo a sud est per le centralissime via Sistina e via dei Condotti, fino al Pantheon e a piazza Navona, dove edifici barocchi e isolati di proprietà di confraternite e congregazioni si alternano a istituzioni come la Pontificia università della Santa Croce.
E ancora, continuando giù per il lungotevere e l’isola Tiberina, che appartiene interamente all’ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio.
E poi su di nuovo per il Gianicolo, costeggiando il Vaticano fino sull’Aurelia Antica dove si innalza l’imponente Villa Aurelia, un residence con 160 posti letto, con tanto di cappella privata e terrazza con vista su San Pietro, che fa capo alla casa generalizia del Sacro Cuore.
È tutto di enti religiosi. Un tesoro immenso che si è accumulato nei decenni grazie a lasciti e donazioni: più di 8 mila l’anno scorso nella sola area di Roma città.
Nonche’, nel centro storico possiedono negozi, appartamenti, interi stabili pregiati, che rendono il Vaticano determinante per qualsiasi politica abitativa, oltre che per l’evoluzione del mercato stesso.
Il valore complessivo delle “case del Papa” oggi è enorme e la collocazione degli appartamenti è ambita.
Ma non sempre è stato così: sino a 30/40 anni orsono, i rioni romani (come Campo dei Fiori, Trastevere, Borgo) erano luoghi da cui si scappava a causa della povertà e dell’abbandono in cui versavano i palazzi e per il degrado sociale di quelle zone frequentate da tossici e piccoli malviventi. Fu così che gli unici ad avere il coraggio di vivere in quelle case decrepite con i bagni alla turca fossero i ceti più poveri, cui gli enti religiosi affittarono gli appartamenti altrimenti destinati al degrado. Poi negli anni ‘80 ci fu la riqualificazione e gli immobili quadruplicarono di valore e iniziò (a lunga stagione degli sfratti pontifici.
Qualche giorno fa a Roma si è sbriciolato un po’ di Colosseo. Manco tanto, un pezzetto di malta, ma quella calcina è un po’ il simbolo plastico del degrado.
A Roma non funziona niente e si vive male. Ma si vive male maestosamente: una buca sull’asfalto è una voragine che quando piove le macchine ci affondano e le persone sul marciapiede vengono schizzate fin sopra i capelli, non esiste più un angolo di strada che non sia sommerso di macchine moto biciclette, parcheggiare sugli scivoli per l’handicap è normale, anzi, la maggior parte degli automobilisti presume che sia una faciltazione per le moto.
I marciapiedi sono pieni di tombini, buchi, manifesti a strati che si staccano dai muri, catene lasciate intorno ad alberi e pali mentre la moto e/o la bici sono in uso, radici di alberi che svellono l’asfalto, monconi di tronco e.. cacche di cane umide.
Gli autobus sono sempre talmente pieni che invidi i polli che almeno hanno lo spazio di un foglio a4.
La metro, unica al mondo, diffonde musicaccia e pubblicità, talmente fastidiosa da rendere un’oasi di pace la discesa in piazza di Spagna piuttosto che a Termini.
I taxi sono un servizio pubblico, ma talmente costoso che lo stesso tassista dimentica di essere tale e si comporta come se il malcapitato fruitore fosse un ospite sgradito.
Gli autisti degli autobus spesso fanno finta di non sentire la richiesta di fermata, ripartono di corsa se uno è zoppetto o anziano, maltrattano i romeni – che i romani chiamano rumeni – parlano al telefono dei cazzi loro e si scocciano se per caso qualcuno azzarda la richiesta di una strada che generalmente dicono di non conoscere anche se è sul loro percorso.
I tassisti invece fumano sul taxi mentre aspettano al posteggio, viaggiano solo con tagli da 100 € e per portarti da piazza Bologna a piazza Venezia vorrebbero passare per il raccordo anulare.
Inoltre autobus e metro sono spesso fermi per sciopero del personale; rivendicazioni quasi sicuramente ragionevolissime, ma rivolte verso gli utenti e gradite alle aziende che risparmiano l’usura dei mezzi semifatiscenti mentre hanno già incamerato i soldi dei biglietti degli utenti che si vedono sottratto dall’abbonamento almeno un mese all’anno.
E’ peggiorata la città con la discesa degli onorevoli del nord, i giovani deputati leghisti con pochette verde e cravatte con nodi esagerati che dopo aver rotto le palle al mondo con Roma ladrona si sparpagliano nei più cafoni e cari ristoranti e bar da piazza Navona al Pantheon.
Il centro storico ha quasi completamente espunto i nativi, in compenso ci abitano i vip. Che sono valletti, velini, giornalisti (una professione una volta nobile, oggi da servo) politici liftati. Spesso in affitto in case di proprietà della Santa Sede.
E ancora, a Roma parecchi romani non sanno dove sta Porta Pia. La città è sporchissima, ma per il decoro urbano il sindaco ha firmato pletore di ordinanze per smaltire mignotte e travestiti dalle strade.
In questa situazione il sindaco che è stato eletto promettendo ordine e sicurezza pensa in grande: Olimpiadi, Formula 1, due stadi, ritocchi all’Ara Pacis (appena fatta) per 45milioni di € e altre stronzate. In compenso gli internazionali di tennis (che si tengono a Roma praticamente da sempre) possono essere pure trasferiti a Milano.
E tanto per finire.. passando davanti al Colosseo ferito, i centurioni romani con i sandali birkenstock e il collant di lana marrone indicano ai turisti, che puntano il dito, la casa dell’ex ministro Scajola (e di Lory Del Santo).
Il Colosseo si sta sbriciolando..
stiamo riuscendo nell’impresa di far andare in pezzi un monumento colossale che sta li’ da piu’ di mille anni e che rappresenta Roma e tutt l’Italia nel mondo!
Dico “stiamo riuscendo” perche’ credo che, come al solito, i responsabili siamo noi uomini di oggi che non abbiamo rispetto per nulla e che, solo per soldi e vanita’, utilizziamo il Colosseo per fare bella figura davanti a chi ci guarda.. nei concerti, le feste, i grandi eventi, le vie crucis.. senza parlare del traffico di tutti i giorni in quella zona.
Penso quindi che se abbiamo un minimo di rispetto per la nostra storia e vogliamo mantenerci questo grandioso monumento (ricordo che e’ tra le 7 meraviglie del mondo moderno) dobbiamo non solo proibire, da oggi in poi, tutti i concerti ed ogni tipo festa o evento (via crucis e feste istituzionali, tipo quella del 2 giugno comprese) nell’area del Colosseo e dei Fori Imperiali, ma anche chiudere quella zona alle auto.. ma a tutte le auto. No che poi, ci vedi passare le solite auto-blu, i soliti furbi che conoscono o corrompono il vigile per poter accedere o le ambulanze che trasportano qualche politico che si sente al di sopra della legge.
Insomma, io credo che l’area tra il Colosseo e i Fori Imperiali dovrebbe diventare, per sempre, quello che ora e’ in qualche domenica primaverile: un’area pedonale integrale, dove ci trovi soltanto le persone, le biciclette e.. i carri.
Penso che tutti concordano nel ritenere l’area del Foro Romano, col Palatino e il Colosseo sono di una bellezza unica al mondo; ma li avete visti di notte illuminati ?? E’ uno spettacolo veramente mozza fiato (la foto qui a fianco rende solo una minima idea )
Purtroppo pero’ e’ una cosa che capita molto raramente perche’ a parte 21 aprile (giorno del Natale di Roma) e altri eventi particolari, durante tutto l’anno, il Foro e il Palatino, di notte, rimangono al buio.
Secondo me, invece, dovrebbero rimanere illuminati, non tutto l’anno, almeno in primavera e in estate, quando di sera c’e’ piu’ gente in giro e soprattutto, Roma e’ piena di turisti.
So che la scarsa illuminazione del Colosseo e dei Fori e’ dovuta a un discorso di risparmio energetico, ma credo si puo’ anche andare a risparmiare corrente da qualche altra parte, per poter mostrare alla gente di tutto il mondo, lo splendore di Roma.
Entro fine luglio verra’ aperto al pubblico il livello più alto del Colosseo e un terzo dei sotterranei nei quali venivano tenute le belve prima che venissero immesse nell’arena.
L’apertura, inedita per gli ambienti ipogei, avviene nel complesso degli interventi di pulitura, restauri e miglioramento del percorso di visita che coinvolge altri ambienti del monumento più visitato di Roma. Il cantiere è stato finanziato con i circa 940mila euro che Soprintendenza speciale e commissario per l’area archeologica centrale hanno ricavato dal budget di Roma, alimentato quasi solo grazie proprio al “botteghino” del Colosseo (più di 32 milioni l’anno!!).
Ma per effettuare la pulizia dei marmi dell’Anfiteatro Flavio servono altri 23 milioni di euro, almeno.
Dovremo, quindi, aspettare ancora parecchi anni prima di veder riportate al colore originario la facciata settentrionale (quella che da su via dei Fori Imperiali), il prospetto sud e gli ambulacri del primo e secondo ordine; di assistere al restauro completo dei sotterranei; o, tra l’altro, di contemplare finalmente la sostituzione dei tubi tra i fornici con la cancellata in stile di cui esiste già il prototipo (1,5 milioni).
“Il restauro del Colosseo è una priorità assoluta. I fondi necessari saranno reperiti attraverso stanziamenti del ministero Beni culturali e
tramite l’intervento dei privati” ha annunciato il sottosegretario Francesco Giro durante il sopralluogo di ieri.
La rinascita del monumento piu’ famoso al mondo passa quindi attraverso un mix di studi scientifici e iniziative didattiche di alto livello, come
la nuova fermata-museo della metro che ospiterà anche tutti i servizi del Colosseo o la mostra aperta fino al 3 ottobre con originali e ricostruzioni delle armature dei gladiatori.

Una maxi rissa e’ scoppiata ieri davanti al Colosseo tra due gruppi di procacciatori di turisti provocando un ferito al collo, molto probabilmente è stato usato un taglierino, e sei fermati.
La rissa ha permesso ai carabinieri di scoprire un giro di guide turistiche abusive.
Protagonisti della rissa infatti erano due gruppi di “ciceroni” non autorizzati che da tempo si spartivano i turisti dell’anfiteatro Flavio, guadagnando, hanno accertato i carabinieri, parecchio denaro.
Ieri però il meccanismo si è inceppato e i turni che i due gruppi si erano dati non sono stati rispettati. Così in sei hanno dato vita ad una violenta rissa, finita con il ferimento al collo di una persona. Sei le persone arrestate, tutte arrestate con l’accusa di rissa aggravata. I sei erano divisi in due gruppi, un italiano e due immigrati da una parte e tre italiani dall’altra.
Pare che, in sostanza, i sei pregiudicati avevano a turno a disposizione la piazza ai piedi del Colosseo e i Fori Imperiali a giorni alterni e così proponevano pacchetti turistici con tanto di visita guidata, foto ricordo con gladiatore e consigli su ristoranti, pizzerie e luoghi dove dormire.
Ma, la cosa ancora piu’ grave e’ che, i carabinieri sospettano che possa esserci stato tra gli arrestati e alcuni addetti a siti archeologici e musei, una sorta di accordo sulla vendita dei biglietti per comitive molto consistenti.
Io sono d’accordo con il consigliere provinciale del Pd Paolo Bianchini quando dice:
“Tra finti gladiatori, finti ciceroni, sorta di agenzie di viaggi su strada nate dall’oggi al domani, l’immagine che si offre di Roma nel mondo è ancora una volta quella di una città senza regole e dove regna l’improvvisazione”, afferma il consigliere provinciale del Pd Paolo Bianchini. “In una città come Roma – aggiunge – è indispensabile qualificare i vari aspetti di quella che è tra le principali industrie della capitale: il turismo”
E spero che il vicesindaco Mauro Cutrufo che ha già detto di voler mettere in campo “una squadra antiabusivismo che verifichi, a norma di legge, tutti i settori coinvolti nella accoglienza e nella informazione turistica .Nei prossimi giorni convocheremo sull’ argomento un tavolo con tutti gli operatori del settore”… faccia presto.
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