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I rimedi della nonna – 1

Ovvero, pulire casa senza spendere una lira (e senza utilizzare sostanze chimiche)


PAVIMENTI
Un ottimo prodotto adatto per la pulizia dei nostri pavimenti di casa può essere ottenuto versando in un secchio di acqua calda un bicchiere di aceto
di vino bianco. Il potere sgrassante e pulente è pari a quello dei migliori, costosi ed inquinanti, detergenti presenti in commercio.
Non preoccupatevi se, dopo aver passato lo straccio sentirete un forte odore di aceto, in quanto svanirà dopo pochissimi minuti.


FORNELLI
Passare con una spugna imbevuta di acqua calda e bicarbonato (che ha unazione emolliente e sgrassante) oppure acqua calda e aceto di vino bianco.
‘aceto è sgrassante e rende le superfici luminose ed è particolarmente indicato per i fornelli in acciaio.


VETRI
Un metodo semplice, economico ed efficace consiste nel pulirli utilizzando la carta di un quotidiano appallottolata e appena imbevuta con dell’acqua.
Grazie agli inchiostri e ai componenti chimici presenti nella carta di giornale, i vetri torneranno splendenti. Oppure si può utilizzare
una bottiglia a spruzzo riempita in parti uguali di acqua ed aceto, dopodiché bisogna risciacquare con acqua pura ed asciugare.


FORNO
Innanzitutto va ricordato di evitare assolutamente l’utilizzo di molti prodotti presenti in commercio (che spesso contengono soda caustica, solventi
ed altre sostanze nocive), i cui residui non riescono mai ad esser rimossi del tutto, ed evaporando potrebbero penetrare nei cibi cotti successivamente.
La prima regola da seguire consiste nel pulire il forno spesso, utilizzando acqua calda in cui sia stato sciolto bicarbonato e/o limone e/o aceto bianco.
Per sgrassare un forno molto incrostato porre al suo interno una pentola piena di acqua bollente con un cucchiaio di ammoniaca e lasciarla per una notte.
Il giorno successivo il grasso potrà essere facilmente rimosso con una spugnetta


WATER
Per pulirlo si può utilizzare lo scopino su cui si è versato del bicarbonato di sodio. Per disincrostarlo si può anche utilizzare dell’aceto puro,
diluito in poca acqua caldissima, e passandolo sulla superficie col suddetto scopino.


I PANNI IN MICROFIBRA: UNA SOLUZIONE PER OGNI PROBLEMA
Una validissima alternativa per effettuare molte pulizie domestiche in modo ecologico è costituita dai panni magici in microfibra
(composti da semplice fibra di poliestere e poliammide) che permettono di rimuovere polvere, sporco e grasso, attirandoli ed assorbendoli,
senza utilizzare detersivi. Possono essere utilizzati sia asciutti (per spolverare mobili, parquet e altre superfici) che bagnati
(per pulire mobili, vetri, specchi, pavimenti, piastrelle, lavelli in acciaio, scrivanie, sanitari ecc..) e permettono di risparmiare tempo, fatica,
denaro ed acqua.
Hanno il vantaggio di poter essere utilizzati centinaia di volte in quanto per rinnovare il loro effetto pulente basta sciacquarli o bollirli con del
normale sapone di Marsiglia.


Fonte: ADomandaRisponde.it


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La vergogna del Comune di Roma – 3

Di seguito, l’articolo di un giornale su alcune situazioni che si vivono a Roma.. leggete gli articoli, tanto per capire in che mani siamo…


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Lo spettacolo della neve sul Foro Romano


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Roma e il Colosseo sotto la neve!!!


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I miei supereroi: Gesu

Pubblico di seguito un post, secondo me, spettacolare:

Da piccolo, come tutti i bambini, avevo una passione smodata per i supereroi.
Adoravo l’Uomo Ragno, mi piaceva la Torcia Umana, e anche Capitan America. Meno Superman.
Il mio preferito però era un altro. Possedeva superpoteri in grado di stracciare qualunque altro supereroe: Gesù.

Mi appassionai a questo personaggio di fantasia fin dai tempi dell’asilo quando appresi dell’esistenza di un essere metà uomo metà Dio, in grado di resuscitare i morti, camminare sulle acque, moltiplicare beni di prima necessità senza tenere nemmeno la partita iva. Pensai che fosse davvero fico.

Così, per il Carnevale dei miei 4 anni, chiesi il costume di Gesù.
- … ma come?!
- Vojo i’ vettito di ggesù!
- Ma Massimiliano, non ci si veste da Gesù a Carnevale… non preferiresti, che so, Zorro?
- No Zorro! Vojo i’ vettito di ggesù!

Mia madre (che da qui in poi chiamerò semplicemente Maria) mi percosse lungamente e allora capii quanto irta d’ostacoli e perigliosa fosse la via che avevo scelto.

Oltre Maria, anche la scarsa lungimiranza delle aziende tessili mi impedì di coronare quel piccolo sogno e dovetti ripiegare su Zorro, ma invece della “Z” con la spada disegnavo delle croci e così più che infilzare pareva stessi impartendo la benedizione ma tant’è.

In cuor mio sapevo che il mio destino era diverso e superiore e già durante i primi anni delle elementari diedi prova della mia determinazione.

- Adesso state tutti zitti! Qua mò vi moltiplico il pane e i pesci!
- Ma qui nessuno ha pesci. Nemmeno il pane, tutt’al più c’abbiamo le gommine profumate.
- Allora datemi le merendine! Tutte!

Il miracolo si avverò: la mia merendina immediatamente si moltiplicò per 35, tante volte quanti erano i miei compagni di scuola.

Alle loro richieste di restituzione seguì il mio rifiuto: volevo imparassero l’importanza della sofferenza e il piacere di donare a Gesù.

I tempi non erano maturi: fui percosso lungamente ma capii che ero sulla strada buona.

Alle medie mi feci crescere i capelli ed iniziai a far precedere ad ogni mia frase le parole: “in verità, in verità vi dico”.

Questo vezzo causò le immediate reprimende della mia insegnante di religione che pensava stessi sbeffeggiando il suo Credo, che poi era il mio. Eppure io apprezzavo davvero che in quelle aule si studiasse la vita del mio supereroe. Questo mi aiutava nel mio scopo: diventare come lui il più presto possibile.

Quando andammo al cinema a vedere il Gesù di Nazareth, nella scena del crollo del tempio urlai “Evvai, spaccagli il culo!” e in pieno raptus da entusiasmo, alla scena della resurrezione non riuscii a trattenermi e feci partire la Ola intonando “Siamo nooooi, siamo noooi, i campioni di Giudea siamo nooooiiii…”.

La mia insegnante però non tollerava tanta foga nello studio: per lei quell’applicazione, quella cura maniacale che profondevo nella ricerca dei dettagli e soprattutto rivolgermi a lei chiamandola “Maddalena” era da condannare e più volte mi mandò dal preside, il quale non poteva che proporre un incontro, ogni volta, con Maria e Giuseppe.

Al che io mi riferivo a loro dicendo “Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.

Ma lo sapevano e mi percossero lungamente.
Alle scuole superiori decisi che fosse tempo per un salto di qualità: avevo bisogno di proseliti, era necessario che il mondo sapesse.

Caso volle che il mio istituto disponesse di una piscina: quale migliore luogo per emulare il mio idolo e produrmi in una solenne camminata sulle acque?

Aspettai il momento giusto: l’ora di educazione fisica.

Urlai: “Fratelli! Il momento è giunto!”
Alzai le mani al cielo, chiusi gli occhi e… camminai! Camminai sulle acque così come si fa sulla dura terra!
Che le acque fossero alte solo 12 cm perchè la piscina era in pulizia nulla toglie alla portata dell’evento. Del resto da qualche parte si doveva pur cominciare.

I miei compagni, interrotti nella loro partita di calcetto, mi percossero lungamente.
La mia fama ormai varcava le soglie dell’ospedale psichiatrico che frequentavo.

Ci ero entrato per lavare i piedi agli infermi ma ero stato preso subito a tempo pieno. Mi davano anche delle gocce-premio. Erano tutti gentili con me: una volta mi tennero 40 giorni e 40 notti chiuso in una stanza: volevano farmi rivivere la lotta del mio idolo col demonio.

Venivo percosso lungamente dai pazienti ma porgevo sempre l’altra guancia. E loro percuotevano anche quella.
All’università, Giurisprudenza, venivo sempre accolto da ironia e scetticismo – del resto è il destino di noi supereroi.

Indossare il mio saio bianco non mi aiutava certo a passare inosservato ma io ritengo che la cosa dipendesse più dalle infradito a dicembre.

Ricordo la volta in cui mi scagliai contro il mio professore di Procedura Penale, proferendo frasi tipo “Guai a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!”.

Chiara l’accusa di non conoscere ciò che lui stesso imponeva di studiare.
Il fatto che mi avesse bocciato non c’entrava nulla.
Il mio salire in piedi sulla cattedra fece sì che si sospendesse la seduta d’esame.
Questo indispettì i miei colleghi-studenti, che mi percossero lungamente.
Adesso le cose vanno meglio: ho tanti amici, almeno una dozzina, e stasera, per il mio 33esimo compleanno, ho deciso di dare una festa. Niente di che, una cena, tra noi. Chi porta il vino, chi le ostie con la pummarola ‘ngoppa.

C’è pure quello, come si chiama, Giuda. Mi pare un tipo simpatico, venale magari ma ci si può fidare.
Sono certo staremo bene e non verrò percosso.

Fonte: http://uomomordecane.splinder.com/


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Fantastico !!


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Sarebbe bello svegliarsi una mattina e trovare un mondo cosi..

Un mondo in cui la gente si riunisce in piazza per organizzare enormi falò con i propri televisori.

Un mondo in cui le sedie vengono realizzate da capaci artigiani con qualche callo sulle mani,
e non da designer con velleità filosofiche che progettano il sedersi.

Un mondo in cui si corre perchè si vuole arrivare prima e non perché si deve arrivare in tempo.

Un mondo in cui la gente si scambia regali perché ogni occasione è una buona occasione, e non perché è Natale.

Un mondo in cui un “no grazie” può liberarti da qualunque scocciatore.

Un mondo in cui la verità la sta dicendo chi dimostra le sue ragioni e non chi strilla più forte.

Un mondo in cui essere posseduti fa di te un medium e non un ministro.

Un mondo in cui sono i cani a trascinare i padroni per strada.


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La vergogna del Comune di Roma – 2

Leggete, di seguito, quello che sta succedendo ad alcuni cittadini di Roma..

“.. ho pre­notato casa nel 2005 e doveva essere pronta nel 2007 ed invece, causa questi ritardi, la casa è ora pronta, ma io, nel 2010, ancora non posso viverci. Cinque anni ad aspettare che mese dopo mese si sbloccasse qualcosa, rimandando personali progetti, o facendone in base a delle indicazioni che provenivano da varie parti. E oggi mi ritrovo ancora a sperare che qualcosa possa accadere, ma in realtà non ho una data certa di quando riuscirò ad entrare in casa e la cosa più brutta è che non posso farci assolutamente nulla. Lo stato di fatto è che queste condizioni rendono il cittadino impotente.

Perché c’è questa situazione?

La risposta è non lo so. Ci è stato detto che i ritardi sono dovuti a problemi con gli espropri, che i consorzi non hanno i soldi per fare le opere. E ad ogni soluzione proposta (perché siamo noi che dobbiamo imparare leggi, contattare persone, ecc) ci si scontra con il muro del “è troppo difficile”, “è meglio di no”, “potrebbe causare problemi”, “questi sono i guai che abbiamo ereditato dalla pre­cedente amministrazione”, “va bene, facciamo una riunione…..”, ecc. In questo modo c’è un immobilismo che più che fare rima con impotenza (cosa assurda) fa rima tanto con “non volontà” (ma questo non voglio ancora pensarlo).

I nostri problemi

Questa situazione come potete capire comporta innumerevoli problemi, disagi, e difficoltà che forse non valgono il costo della casa. Se dovessi essere ripagato degli anni, dei soldi, delle illusioni ecc.!!

Siamo stati costretti a pagare la casa, alcuni la stanno ancora pagando altri hanno già rogitato e fatto il mutuo, ma nonostante siamo degli onesti cittadini le condizioni in cui ci troviamo sono queste:

-          Alcuni (un centinaio) hanno ottenuto l’allaccio in fogna, hanno quindi potuto rogitare e ora vivono nelle case come diseredati senza i servizi essenziali di un vivere dignitoso:gas acqua e luce.

-          Altri non hanno avuto l’allaccio in fogna e quindi non pos­sono nemmeno andarci a vivere.

-          Altri ancora hanno una casa pagata e costruita ma realizzata ma su un terreno che è di proprietà di un altro privato perché gli espropri sono stati fatti male.

Questa è la situazione dalle nostre parti alla fine dello scorso Dicembre:

Le nostre varie condizioni di vita e i problemi:

Abbiamo pagato o stiamo pagando le case (che pure essendo in edilizia agevolata di agevolato non hanno niente se non i diritti). Ora però molti di noi si trovano a dover pagare sia gli affitti in altre case ma contemporaneamente anche a continuare a pagare il mutuo (i più fortunati) o addirittura il pre­ammortamento per la casa che si sta costruendo. In più qualcuno paga per un guardiano, altri non sanno dove poter mettere dei mobili che nel frattempo hanno comprato, ecc.

Tanti non pos­sono fare progetti di famiglia. Altri si sono sposati e continuano a vivere separati o dai propri genitori. Abbiamo alcune famiglie che da poco hanno bambini che crescono e vivono in una casa dove manca l’acqua corrente o l’elettricità salta se si accendono troppe cose. La posta non arriva, non c’è la raccolta della spazzatura e la condizione delle strade non permetterebbe l’arrivo di mezzi di soccorso nel caso dovesse succedere qualcosa. Altri cercano di adattarsi in altre case e alcuni fanno dormire i loro figli nel proprio letto mentre vanno a dormire sul divano, altri ancora vanno a farsi la doccia dai genitori. Insomma la progettualità e la stabilità neces­saria alla vita familiare è inesistente.

Cosa è stato fatto?

Abbiamo informato televisioni , carta stampata e diversi media. Qualcuno ha fatto servizi su di noi. Ma sono voci che non cambiano nulla. Ci siamo informati, eruditi, abbiamo contattato politici, ingegneri, architetti, costruttori, insomma chiunque potesse darci risposte o soluzioni. Qualcuno si muove, ci ascolta per un po’, ma poi dopo tante chiacchiere le cose restano sempre allo stesso modo. Ci rispondono che ci sono tanti problemi, ma non ci danno soluzioni.

Qualcuno ultimamente ha detto che “I politici parlano, i leader invece fanno”…. ecco abbiamo incontrato tanti politici!

Cosa si prospetta?

Non lo so. Non so quando riuscirò ad entrare in casa. L’ennesima volta promessa era a giugno 2009. La pros­sima è a marzo dell’anno pros­simo. Ma in realtà non si vede la fine di questo percorso, è da cinque anni che si fanno promesse. Io so che ci riuscirò un giorno, ma esattamente io non so quando potrò andare con mia moglie e mio figlio ad abitare nella mia casa. Intanto spero, faccio finta di illudermi, prendo per buona la pros­sima data, sostengo le persone care che soffrono di questa condizione e faccio quello che un buon padre di famiglia fa per la propria famiglia…. fa di tutto (anche scrivere questa lettera) pur di poter dire a sua moglie che ha fatto di tutto.

Questa è la mia vicenda ma sono solo uno delle tante persone che cercano di vivere nel PdZ Castelverde con storie simili alla mia..”


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“Cancro – Le cure proibite” – Versione completa


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La vergogna del Comune di Roma

Pubblico di seguito un video che mostra chiaramente come sono costretti a vivere alcuni cittadini della Capitale (!!!).
Siamo a Roma Est, a due passi dal quartiere Ponte di None e a uno dal centro commerciale RomaEst (uno dei piu’ grandi d’Europa) e, come potete vedere dal filmato, le strade sono un disastro, le vie mancano totalmente e le gente e’ costretta vivere (visto che gi’ stanno pagando il muto) senza luce, acqua e gas!

I miei complimenti alla Giunta Comunale e ai costruttori che hanno permesso una vergogna simile nella citta’ piu’ bella del mondo!!


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