Il Colosseo
"Finchè esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà"

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Informazioni turistiche e storiche sulla Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani
Musei vaticani e la Cappella Sistina Orari
Aperto: Dal lunedi al sabato dalle 9:00 alle 16:00 (Chiusura alle 18:00), e tutte le ultime domeniche di ogni mese(entrata gratuita) dalle 9:00 alle 12:30 (chiuso alle 14:00).
Chiuso: Tutte le domeniche, i giorni festivi and i giorni di 1 maggio, 11 giugno (Corpus Domini), 29 giugno (SS Pietro e Paolo)

Biglietti
Intero: 16 €
Ridotto: 8 €, valido per ragazzi dai 6 ai 18 anni, studenti fino ai 26 anni, sacerdoti, religiosi e religiose, pellegrinaggi su presentazione di una richiesta, dipendeti di tutti gli uffici della Santa Sede.

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Basilica di San Pietro Simbolo dello Stato del Vaticano e centro del cattolicesimo, la Basilica di San Pietro è la più grande delle quattro basiliche papali di Roma e la più grande chiesa cattolica del mondo.
Mentre la primitiva Basilica di San Pietro fu eretta intorno al 320 dall’imperatore Costantino nel luogo dove, secondo la tradizione, era stato sepolto l’apostolo Pietro, l'attuale basilica fu iniziata il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII
Emblema della basilica e dell'intera città di Roma è la Cupola che, costruita in soli due anni da Giacomo Della Porta seguendo i disegni di Michelangelo, sorprende per dimensioni e armonia: 133 metri di altezza, 41,50 metri di diametro (di poco inferiore però a quello del Pantheon) e 537 scalini dalla base dell'edificio fino alla lanterna
Alla basilica fa da coronamento la monumentale piazza San Pietro, realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1657 ed il 1667, e il suo splendido colonnato di 284 colonne di ordine dorico e ottantotto pilastri in travertino. Le colonne sono disposte radialmente in quattro file in modo da mantenere invariate le relazioni proporzionali tra gli spazi e le colonne anche nelle file esterne.
Così lo spettatore raggiungendo i dischi di porfido ai lati dell’obelisco vede il colonnato come composto da un’unica fila di colonne !!


Castel Sant'Angelo Edificato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, Castel Sant'Angelo accompagna per quasi duemila anni le sorti e la storia di Roma.
Da monumento funerario ad avamposto fortificato, da oscuro e terribile carcere a splendida dimora rinascimentale che vede attivo tra le sue mura Michelangelo, da prigione risorgimentale all'attuale museo.
I resti dell'originario mausoleo dell'Imperatore Adriano risultano ben visibili nelle partiture inferiori dell'edificio. I grandi blocchi in travertino che ricoprono le pareti mostrano chiaramente i fori delle grappe metalliche che ancoravano il rivestimento marmoreo di età romana.
La trasformazione dell'edificio da monumento funerario ad avamposto fortificato ha inizio intorno al 271 d.C. quando, sotto l'imperatore Aureliano, viene adattato a fortezza e divenne definitiva nel 403 con l'inclusione dell'edificio nel tracciato delle mura Aureliane.
Fu il pontefice Niccolò V, intorno al 1450, a dotare il castello di un vero e proprio appartamento e, cinquant'anni, dopo fu papa Borgia ad ordinare l'edificazione di un nuovo, lussuoso appartamento, dotato di giardini e fontane e decorato dal Pinturicchio.
A partire dal XVII secolo Castel Sant'Angelo sembra gradualmente perdere il ruolo di residenza per configurarsi quasi esclusivamente come carcere; carbonari e patrioti consumano i loro giorni di prigionia tra queste mura, almeno fino al 20 settembre 1870, anno in cui Roma venne proclamata capitale del giovane Regno d'Italia.
Allora, per far posto agli ampi viali del Lungotevere vengono abbattuti due bastioni della cinta muraria pentagonale, i fossati che corrono intorno all'edificio sono interrati, si radono al suolo alcune costruzioni di papa Urbano VIII; inoltre causa del contemporaneo innalzamento del livello stradale, po'altezza della facciata del castello risulta notevolmente ridotta.
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