Il Colosseo
"Finchè esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà"

Gli acquedotti di Roma


Gli acquedotti vennero ideati a Roma nel V sec. a.C. perché ormai la fornitura idrica dell'Urbe, che fino ad allora si affidava al Tevere o ai pozzi, non era più sufficiente.
Roma si stava trasformando nella più grande metropoli di tutta l'antichità, quindi si decise di costruire un' acquedotto che collegasse una sorgente e portasse l'acqua fresca in città.
Il primo acquedotto fu l'Aqua Appia, una condotta sotterranea della lunghezza di circa 16 km, costruito nel 312 a.C. per volere dell'omonimo Console Appio Claudio, lo stesso che diede il nome alla celeberrima via.
L'Aqua Marcia, costruita nel 144 a.C. dal pretore Marcio, fu invece il primo acquedotto romano non sotterraneo. Lungo complessivamente circa 90 km e proveniente dall'alta valle dell'Aniene, era dotato di una parte a ponti-canali di 16 km. L’acqua Marcia era così abbondante e buona, che fu riportata a Roma durante il pontificato di Pio IX.
L’Aqua Vergine venne realizzato nel 19 a.C. da Agrippa per rifornire le grandi terme nel Campo Marzio.
Secondo alcuni il nome Vergine deriverebbe da virga, cioè la verga usata da un rabdomante per la ricerca del liquido nel sottosuolo, mentre per altri, pare che la purezza, la verginità, delle acque prive di cloro le abbiano dato il nome.
E’ l’acqua che tutt’ora sgorga a fontana di Trevi.
Con il passare degli anni ne vennero costruiti altri di maggior portata. In totale furono costruiti 24 acquedotti, che trasportavano ogni giorno nell'Urbe oltre 1 milione di metri cubi d'acqua percorrendo in totale oltre 400 Km di condutture.

Struttura e funzionamento
Gli acquedotti raccoglievano l'acqua da diverse sorgenti naturali situate a notevole distanza dalla città. L'acqua si muoveva in direzione della città grazie alla forza di gravità, ossia l'acquedotto agiva da continuo scivolo per tutta la distanza che separava le sorgenti al punto del suo sbocco.
Per ottenere tale risultato ciascuno di essi veniva progettato in modo tale che ogni singola parte del lungo tracciato corresse leggermente più basso di quello precedente, e leggermente più in alto di quello successivo. Per tale ragione l'acqua doveva essere presa da sorgenti situate in collina, più in alto rispetto alla posizione della città d'arrivo.
Il percorso dell'acquedotto era, comunque, per la maggior parte era interrato o talvolta addirittura scavato sotto colline e montagne, in questo caso la condotta era formata solo da una struttura di laterizio parallelepipeidale impermeabilizzata e areata con dei pozzetti posti ogni 20-30 metri.
Solo talvolta la conduttura doveva superare fiumi o pianure ed era quindi necessario costruire una struttura di sostegno (aquae pensiles).
La realizzazione iniziava con l'edificazione delle fondamenta dei pilastri: se passavano sulla terra si scavava una buca profonda vari metri e si costruiva una solida base a tronco di piramide con grossi blocchi di pietra. Se invece si trattava di un fiume era necessario preparare un recinto di legno impermeabilizzato con la pece tutto intorno all'area della costruzione di ogni singolo pilastro: in tal modo si poteva asportare prima l'acqua, poi la fanghiglia e la ghiaia per poter edificare una solida base di grossi blocchi di pietra.
Iniziava poi la costruzione dei piloni veri e propri. Questi potevano essere sia di pietra che di laterizio, e venivano sovrapposti tra loro alternati e uniti con malta. Solo a questo punto si univano i pilastri con gli archi i quali si costruivano utilizzando delle strutture di sostegno di legno dette centine che permettevano la collocazione dei conci fino alla chiusura della "chiave di volta".
Costruita la prima arcata si procedeva all'edificazione delle altre arcate che poggiavano sempre sugli stessi pilastri, all'ultimo piano sorgeva in laterizio la vera e propria condotta dell'acquedotto.

Gli acquedotti dell'Antica Roma
Acquedotto Anno di costruzione Portata giornaliera Lunghezza
Aqua Appia 312 a.C. 841 quinarie - 34.000 mc
1.825 quinarie - 75.000 mc
11.190 passi
Aqua Vetus 272 - 270 a.C. 2.362 quinarie 43.000 passi
Aqua Marcia 145 a.C. 187.000 mc 61.700 passi
Aqua Tepula 125 a.C. 16.000 - 18.000 mc
Aqua Julia 33 a.C. 48.000 - 50.000 mc 15.400 pssi
Aqua Vergine 19 a.C. 100.000 - 1103.000 mc 14.105 passi
Aqua Alsientina 2 a.C. 16.000 mc 22.170 passi
Aqua Novus 52 d.C. 190.000 mc 58.700 passi
Aqua Claudia 52 d.C. 184.000 - 196.000 mc 46.600 passi
Aqua Traiana 109 d.C. 118.000 mc 32 km
Aqua Alessandrina 226 d.C. 22.000 mc 23 km
Dove:
1 Quinaria = 41,73 mc/giorno = 0,483 litri/sec
1 passo romano = 5 piedi = 148,2 centimetri

Collegamenti
Wikipedia
Imperium Romanum
Gli acquedotti
Gli antichi acquedotti romani

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