Il nome originale del Colosseo è Anfiteatro Flavio, in quanto costuito e inaugurato dagli imperatori della dinastia Flavia, Vespasiano, che ha iniziato la costruzione nel 72 d.C. e suo figlio Tito che l’ha completato e inaugurato nel 80.

Il nome Colosseo iniziò a diffondersi nel medioevo e, secondo molti storici, deriva dalla vicinanza alla gigantesca (o “colossale”) statua di Nerone (Colosso di Nerone) che allora sorgeva nel pressi del Colosseo in quello che era il vestibolo della Domus Aurea dell’imperatore.
Molti storici sostengono, inoltre, che quando Beda Il Venerabile scrisse il famoso epigramma
«Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma; cum cadet Colyseus cadet et Roma; cum cadet Roma cadet et mundus» (“Finché starà il Colosseo starà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà anche Roma e quando cadrà Roma cadrà il mondo“) si riferiva alla colossale statua di Nerone invece che al Colosseo, visto che all’epoca veniva chiamato Anfiteatro Flavio.




Usi del Colosseo nella storia

Inaugurato, come detto, da Tito nel 80 d.C. (834 anno di Roma), con feste che durarono 100 giorni, alla presenza dell’Imperatore e di una grande moltitudine di spettatori, il Colosseo ospitò combattimenti di gladiatori, cacce di bestie feroci (venationes) e naumachia.
I combattimenti fra gladiatori durarono fino al 405, quando furono soppressi da Onorio in seguito alla morte del monaco Telemaco che, per impedire i combattimenti, entrò nella rena e fu ucciso dalla folla inferocita mentre quelli tra le belve durarono fino a verso la metà del VI secolo.

Il periodo più buio per il Colosseo è, senza dubbio, il Medioevo durante il quale era addirittura ritenuto una delle sette porte d’accesso agli inferi e si credeva che durante la notte le anime dei gladiatori trucidati nell’arena vagassero senza pace tra gli archi e lungo i sotterranei.
Effettivamente, l’Esquilino, il colle più vicino e luogo insalubre e quindi poco abitato, era in gran parte occupato da cimiteri e fosse comuni, e dove streghe e maghi andavano, nottetempo, a cercare resti da utilizzare per la preparazione di pozioni e polveri.

La sinistra fama del Colosseo terminò nel 1675 quando nel corso del Giubileo assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei molti martiri cristiani qui condannati al supplizio e poi nel 1744 quando Papa Benedetto IV vi fece costruire le quattordici edicole della Via Crucis. Infine cinque anni dopo, nel 1749, il Colosseo venne dichiarato chiesa consacrata a Cristo e ai martiri cristiani.

Le strutture sotterranee dell’arena sono state scavate completamente nel 1938 e 1939 mentre dal 2002 il Colosseo è raffigurato sulla moneta da 5 centesimi coniata dalla Repubblica Italiana

I Marmi e i Buchi del Colosseo

Nel corso dei secoli, il Colosseo ha subito numerosi crolli dovuti, soprattutto, a terremoti e, fin dal medioevo, i massi caduti venivano usati per le nuove costruzioni mentre, a partire dal XV secolo, l’Anfiteatro Flavio divenne una vera e propria cava di travertino.
Fu preso da qui infatti il materiale per costruire Palazzo Venezia, Palazzo della Cancelleria, il porto di Ripetta, i tre archi del secondo anello caduti dopo il terremoto del 1703, e la piazza ed il loggiato delle benedizioni a San Pietro Vaticano.

Osservandolo da vicino è facile notare come il Colosseo è costellato da innumerevoli buchi lungo tutto il suo perimetro.
Secondo una leggenda sono opera dei barbari, che li avrebbero fatti e poi riempiti di povere per far saltare e distruggere il monumento ma, considerando molto improbabile il fatto che all’epoca dei barbari ci fu già la polevere da sparo, è molto più credibile la teoria secondo cui questi fori erano dovuti alle grappe che i romani usavano per le costruzioni e che erano state nascosti dalle lastre di travertino che rivestivano il monumento.

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