Il Tevere: il fiume di Roma

Con i suoi 405 km, il Tevere è il terzo fiume più lungo d’Italia (dopo il Po e l’Adige) e dalla sorgente che si trova sul monte Fumaiolo a 1268 metri s.l.m. sfocia nel Tirreno, tra Ostia e Fiumicino, dopo aver attraversato Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio e 7 provincie, tra cui Perugia e Roma.

Il Tevere è da sempre l’anima di Roma.
Fu, infatti, lungo le rive di questo fiume, nei pressi dell’attuale Foro Boario, che, secondo la leggenda sulla nascita di Roma, venne abbandonata la cesta con dentro i germelli Romolo e Remo.
Fu poi la Lupa che, sentendo i loro pianti, li raggiunse, li scaldò e diede loro il suo latte e poi il pastore Faustole che li prese e li porto a casa sua dove li allevò insieme a sua moglie.

Nel corso del tempo, il Tevere venne utilizzato come confine e baluardo contro i nemici Etruschi dai primi popoli romani insediati nella valle sotto al Palatino e poi come via di comunicazione, con imbarcazioni di ogni tipo che trasportavano buona parte dei materiali con cui venne costruita la Roma imperiale.

I Ponti

Il primo ponte di Roma fu il Pons Sublicius, costruito interamente in legno, poco a valle dell’Isola Tiberina. Per le popolazioni arcaiche, era così importante questo ponte e la sua manutenzione, che in relazione ad essi nacque il più antico e potente sacerdozio romano: il Pontifex.

Fino alla caduta dello Stato Pontificio i ponti cittadini sul Tevere erano quattro: Ponte Milvio, il Ponte di Castello, Ponte Sisto e i due ponti attraverso l’isola Tiberina, Ponte Cestio e il Ponte dei Quattro Capi.

Ponte Milvio veniva chiamato Ponte mollo perché durante le piene del Tevere è il primo a essere sommerso. Essendo inizialmente in legno, e ricostruito in muratura dal censore Marco Emilio Scauro nel 110-109 a.C., è probabilmente il ponte più importante per via della celebre Battaglia di Ponte Milvio, del 28 ottobre 312, quando la vittoria di Costantino mise fine al regno di Massenzio e segnò l’inizio di una nuova era per l’impero con l’adozione del cristianesimo come religione ufficiale.

Ponte Sant’Angelo o ponte Castello è probabilmente il ponte più bello e più fotografato di Rome con Castel Sant’Angelo che si affaccia sul Tevere e la Basilica di San Pietro sullo sfondo.
Fu costruito da Adriano nel 134 per collegare il suo mausoleo alla riva sinistra del Tevere.

Il primo ponte in muratura di Roma è comunque il caratteristico Ponte Rotto, poco oltre l’Isola Tiberina, costruito dal console M. Emilio Lepido nel 179 a.C.
Dopo una serie di danni subiti a causa di piene del fiume (1230 e 1420) e alluvioni (1557), la grande alluvione del 1598 fece sparire tre delle sei arcate e il ponte non fu più ricostruito, assumendo la forma odierna e la denominazione di Ponte Rotto.




L’Isola Tiberina

Collegata alle due rive del Tevere dal Ponte Cestio e dal Ponte Fabricio, l’Isola Tiberina è l’unica isola urbana del Tevere.
Aveva la forma di una nave, di cui oggi è ancora visibile la prua, con blocchi di travertino a rivestire l’interno, con al centro un obelisco a raffigurare un albero maestro simbolico, e alcune decorazioni raffiguranti Esculapio, dio della medicina, il cui culto fu introdotto nel 292 a.C. in seguito ad una pestilenza.
Questa forma è in ricordo di una leggenda secondo cui, dopo una grave pestilenza, alcuni saggi si recarono a Epidauro (in Grecia) per consultare la divinità. un serpente, simbolo del dio, si allontanò dal tempio ad e salì sulla nave, ed una volta giunti a Roma lo stesso animale scese sull’isola stabilendovisi; dopo la costruzione di un tempio dedicato al dio, si racconta che la peste svanì miracolosamente.
Il Tempio di Esculapio venne inaugurato nel 289 a.C. e sorgeva nella parte meridionale dell’isola, nel luogo oggi occupato dalla chiesa di San Bartolomeo.

Di fronte alla basilica di San Bartolomeo, c’è l’ospedale Fatebenefratelli, fondato dai seguaci di san Giovanni di Dio nel 1583, e rimodernato in seguito da Cesare Bazzani fra il 1930 ed il 1934.

Lascia un commento