I sette Colli di Roma: Il Palatino

Secondo la tradizione Roma fu costruita sopra sette colli, tutti sui 50 metri s.l.m, che secondo la lista più antica erano:

  • il Palatino
  • il Germalo (propaggine dal Palatino verso il Tevere)
  • la Velia (verso l’ Esquilino)
  • il Fagutale (oggi compreso nell’ Esquilino)
  • l’ Oppio (oggi compreso nell’ Esquilino)
  • il Cispio (oggi compreso nell’ Esquilino)
  • la Suburra (verso il Quirinale)

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    mentre la lista attuale riprende quella più recente di età imperiale di Cicerone e Plutarco secondo i quali i Sette Colli di Roma sono:

  • il Palatino
  • l’ Aventino
  • il Campidoglio
  • il Celio
  • l’ Esquilino
  • il Quirinale
  • il Viminale
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    Il Palatino

    Il Colosseo dal PalatinoSituato vicino al Tevere, tra il Foro Romano, il Velabro e il Circo Massimo, il Palatino è il colle più importante di Roma, dove secondo la leggenda, nel 753 a.C. Romolo tracciò il solco e fondò la città.

    Oltre alla sua posizione al centro dei sette colli, il Palatino godeva anche della vicinanza all’attraversamento naturale del Tevere (l’Isola Tiberina) e alla zona del For Boario, punto di inconti e scambio tra le genti e inoltre le pareti scoscese su tutti i versanti, tranne quello a nord-est con l’esquilino, lo rendevano facilmente difendibile. E’ forse per questi motivi che sul Pataino si ebbero i primi insediamenti umani.

    Mentre a sud ovest il Palatino affaccia sul Circo Massimo e guarda l’Aventino, dalla parte opposta affaccia sul Foro Romano e, a nord-est, era collegato all’ Esquilino tramite un’altura chiamata Velia che poi venne sbancata per far posto all’attuale via dei Fori Imperiali.

    E’ intorno al Palatino che inizia la storia romana.
    Nella parte digradante verso ad ovest, verso il Tevere, infatti, c’era un pendio, chiamato Germalus, dove di trovava il Lupercale, la grotta in cui, secondo la leggenda, il Tevere depositò la cesta contenente i gemelli Romolo e Remo. Nella valle che in seguito avrebbe condotto al Foro Romano, invece, scorreva un ruscello che in età monarchica venne confluito nella Cloaca Maxima.

    Intorno al VI secolo a.C., poi, con l’avvento della repubblica il Palatino divenne un lussuoso quartiere residenziale e tra coloro che vi abitarono troviamo Licinio Crasso, console nel 95, il poeta lirico Catullo e Cicerone.

    E’ con Augusto quindi che il Palatino divenne la reggia e la corte dell’Imperatore, a cui seguirono Tiberio, Caligola, Nerone che accrebbe ancora il palazzo arrivando fino al Celio e l’ Esquilino, Domiziano e Vespasiano.
    I resti del palazzo di Domiziano sono ancora visibili sulla sommità del colle insieme alla casa del primo Imperatore Augusto e sua moglie Livia.

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