Il degrado di Roma

Qualche giorno fa a Roma si è sbriciolato un po’ di Colosseo. Manco tanto, un pezzetto di malta, ma quella calcina è un po’ il simbolo plastico del degrado.

A Roma non funziona niente e si vive male. Ma si vive male maestosamente: una buca sull’asfalto è una voragine che quando piove le macchine ci affondano e le persone sul marciapiede vengono schizzate fin sopra i capelli, non esiste più un angolo di strada che non sia sommerso di macchine moto biciclette, parcheggiare sugli scivoli per l’handicap è normale, anzi, la maggior parte degli automobilisti presume che sia una faciltazione per le moto.

I marciapiedi sono pieni di tombini, buchi, manifesti a strati che si staccano dai muri, catene lasciate intorno ad alberi e pali mentre la moto e/o la bici sono in uso, radici di alberi che svellono l’asfalto, monconi di tronco e.. cacche di cane umide.

Gli autobus sono sempre talmente pieni che invidi i polli che almeno hanno lo spazio di un foglio a4.
La metro, unica al mondo, diffonde musicaccia e pubblicità, talmente fastidiosa da rendere un’oasi di pace la discesa in piazza di Spagna piuttosto che a Termini.
I taxi sono un servizio pubblico, ma talmente costoso che lo stesso tassista dimentica di essere tale e si comporta come se il malcapitato fruitore fosse un ospite sgradito.

Gli autisti degli autobus spesso fanno finta di non sentire la richiesta di fermata, ripartono di corsa se uno è zoppetto o anziano, maltrattano i romeni – che i romani chiamano rumeni – parlano al telefono dei cazzi loro e si scocciano se per caso qualcuno azzarda la richiesta di una strada che generalmente dicono di non conoscere anche se è sul loro percorso.

I tassisti invece fumano sul taxi mentre aspettano al posteggio, viaggiano solo con tagli da 100 € e per portarti da piazza Bologna a piazza Venezia vorrebbero passare per il raccordo anulare.
Inoltre autobus e metro sono spesso fermi per sciopero del personale; rivendicazioni quasi sicuramente ragionevolissime, ma rivolte verso gli utenti e gradite alle aziende che risparmiano l’usura dei mezzi semifatiscenti mentre hanno già incamerato i soldi dei biglietti degli utenti che si vedono sottratto dall’abbonamento almeno un mese all’anno.

E’ peggiorata la città con la discesa degli onorevoli del nord, i giovani deputati leghisti con pochette verde e cravatte con nodi esagerati che dopo aver rotto le palle al mondo con Roma ladrona si sparpagliano nei più cafoni e cari ristoranti e bar da piazza Navona al Pantheon.

Il centro storico ha quasi completamente espunto i nativi, in compenso ci abitano i vip. Che sono valletti, velini, giornalisti (una professione una volta nobile, oggi da servo) politici liftati. Spesso in affitto in case di proprietà della Santa Sede.

E ancora, a Roma parecchi romani non sanno dove sta Porta Pia. La città è sporchissima, ma per il decoro urbano il sindaco ha firmato pletore di ordinanze per smaltire mignotte e travestiti dalle strade.

In questa situazione il sindaco che è stato eletto promettendo ordine e sicurezza pensa in grande: Olimpiadi, Formula 1, due stadi, ritocchi all’Ara Pacis (appena fatta) per 45milioni di € e altre stronzate. In compenso gli internazionali di tennis (che si tengono a Roma praticamente da sempre) possono essere pure trasferiti a Milano.

E tanto per finire.. passando davanti al Colosseo ferito, i centurioni romani con i sandali birkenstock e il collant di lana marrone indicano ai turisti, che puntano il dito, la casa dell’ex ministro Scajola (e di Lory Del Santo).

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