La giornata di una “infiltrata” tra i commercianti irregolari del Colosseo

Il ColosseoIn questa prima domenica di febbraio c’è il sole dopo tre giorni di pioggia e l’ingresso gratis nei musei: ogni abusivo sa che è il momento giusto per sfidare la sorte e provare a guadagnare qualcosa. Afferro alcune sciarpe e vado anch’io verso i Fori Imperiali, il paradiso per chiunque sia a caccia di soldi arrangiandosi un po’.

Sono le undici, c’è già molta gente e centinaia di colleghi di ventura.

I pittori con le loro bombolette spray, i venditori di braccialetti, gli illusionisti sospesi a mezz’aria e avvolti in una tunica arancione, gli intrecciatori di foglie di bambù ma soprattutto gladiatori e venditori di sciarpe e bastoni per selfie, quelli che in tono dispregiativo vengono chiamati i «bangla» perché arrivano tutti dalla stessa area geografica e hanno il monopolio assoluto di questo tipo di vendita abusiva.

Il Grande Suq non muore mai. Approvano leggi, arrivano le misure antiterrorismo, si susseguono annunci, promesse e proclami su tutto quello che sarà un giorno la più grande area archeologica al mondo ma nulla e nessuno riesce a cancellare la sua folla di ambulanti e abusivi di ogni genere e razza. Eppure in questo periodo i Fori sono praticamente blindati: non passano più auto da un anno e mezzo. Nelle ultime settimane si vedono soprattutto colonne di blindati, auto e moto delle forze dell’ordine che si danno il cambio davanti al Colosseo visto che la follia dell’integralismo musulmano potrebbe avere anche Roma e i suoi monumenti-simbolo fra gli obiettivi da colpire.

Metto le sciarpe bene in vista sul braccio come ho visto fare a tanti altri. Mi avvicino alla parte più ghiotta della folla, la fila davanti al Colosseo, metri e metri di turisti in attesa di poter entrare, la preda perfetta. Siamo tutti lì, infatti: io con le mie sciarpe, i «bangla» con i bastoni per selfie e anche qualche sciarpa. «Very good price, madam», diciamo tutti mettendo in mostra la merce.

Nessuno ci dà soddisfazione: qualcuno volta lo sguardo con disgusto, altri almeno rispondono con un «No» e un mezzo sorriso. «Just one euro», insisto. Un euro per una sciarpa che ne vale almeno trenta di più mi sembra un affare ma la folla in attesa non ha voglia di fare acquisti. Provo con una comitiva di spagnole, una signora russa ossigenata, tante giapponesi, polacche, americane ma non c’è nulla da fare. Hanno l’aria sconsolata anche i «bangla», qualcuno osserva il cielo, se dovesse mettersi a piovere all’improvviso sono pronti a correre a prendere gli ombrelli nascosti nei cespugli di Colle Oppio, qualche decina di metri da qui. E una folla in attesa difficilmente resiste all’acquisto di un ombrello.

Invece il sole resiste. Arrivano pure gli «acchiappa-turisti» con i loro tesserini super-colorati e super-farlocchi per convincere qualcuno tra la folla a saltare la coda pagando non è chiaro che cosa visto che oggi l’ingresso è gratuito.

Di tanto in tanto lungo la fila si vede qualche vigile, passano auto della Guardia di Finanza ma nessuno ferma nessuno. Se qualcuno ci provasse gli ambulanti correrebbero subito via disperdendosi nei dintorni. Nei mesi scorsi erano anche state costruite alcune recinzioni per bloccare la fuga ma si è poi capito che erano pericolose e sono state rimosse.

Oggi però vigili e finanzieri ci osservano e vanno oltre. Non è sempre così. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha messo in campo tutte le forze a sua disposizione per combattere la battaglia contro gli abusivi. Ha fatto di tutto per rendere operative le nuove norme sul decoro che avrebbero dovuto cancellare il commercio ambulante. Solo i vigili del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana nel 2014 hanno sequestrato nel centro storico 179.053 ombrelli, foulard e altri pezzi illegali. L’anno precedente ne erano stati sequestrati 7451.

Verso l’una, infatti, mi sposto sui Fori Imperiali nella speranza che le vendite migliorino. Passa un’auto della Guardia di Finanza. Gli ambulanti vengono invitati a sgomberare, la strada si svuota. Cinque minuti dopo i finanzieri scompaiono all’orizzonte, i venditori riprendono lo stesso posto di prima.

Fonte: La Stampa

Share Your Thoughts