La vergogna di certi consiglieri comunali

Quella di cui leggerete sotto e’ una cosa accaduta un anno fa, ma e’ comunque attuale e, soprattutto, rende chiaramente l’idea della
statura morale (direi molto bassa) di certi nostri governanti e della considerazione che questi signori hanno dei cittadini.

In pratica, un consigliere comunale della giunta Almenno (PDL), risponde a un cittadino romano che gli chiedeva un
intervento sul territorio, che lo avrebbe fatto solo se si impegnava solennemente a votarlo alle prossime elezioni,
chiedendogli inoltre indirizzo, numero di telefono “..per poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia.”

Sembra una cosa incredibile, di quelle che si vedono solo nei film e, invece, e’ tutto vero.
Leggete..

L’e-mail del cittadino:

“Caro Patrizio, scusa se ti disturbo, ma in via Tacito l’Ama ha piazzato dei cassonetti in modo assolutamente sconcio, senza nessuna
logica, seguendo probabilmente delle pressioni di qualche raccomandato. Mi fai sapere se esiste una normativa comunale in merito ed
eventualmente come agire per far ripristinare un regolare ordine?”.


La risposta del consigliere Bianconi (pdl):

Egr. Dott., nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un On. si
dovesse occupare di cassonetti – o monnezza, come dicono a Roma – tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale
di un privato. Con profondo rammarico noto (…) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica! Cercherò di essere
chiaro..

Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore non mi ha votato – anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei
confronti di Berlusconi (…) E allora nasce spontanea una domanda: perché si rivolge alla mia persona? Io per quale motivo dovrei
adoperarmi per lei? Forse mi reputa un idiota che si fa sfruttare da chiunque? Oppure, cosa ancora più offensiva, il suo servetto?
Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario (…) Sarebbe svilente e umiliante per la mia persona,
la mia competenza e la mia professionalità consentire a chiunque di chiedermi favori che, come nel caso di specie, esulano dalle mie
competenze.

Pertanto: 1) O si impegna formalmente – stipulando un patto di sangue con il sottoscritto – a votare nel 2013 il sottoscritto
on. Patrizio Bianconi al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX; 2) O, se lei non è intenzionato,
non si rivolga alla mia persona.

Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia. Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto la invito a rivolgersi alle persone che lei vota (…) Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!” On. Patrizio Bianconi.


Direi che la cosa si commenta da sola..

Share Your Thoughts