Le origini di Roma: Il Foro Boario

Quando Roma fu fondata, il Colosseo e il Foro Romano ancora non esistevano, le aree dove poi sarebbero sorti erano inizialmente delle paludi (ancora oggi i condotti più profondi del Colosseo si esplorano immergendosi sott’acqua con le bombole).

Roma infatti si è sviluppata all’altezza dell’Isola Tiberina, un punto strategico per i commerci, i trasporti e le comunicazioni. Questo guado naturale, permettendo gli scambi tra Nord e Sud della regione, ha infatti favorito la nascita di vari mercati nella zona: soprattutto il Foro Boario per il bestiame e il Foro Olitorio per frutta e verdura, mentre piccole comunità vivevano in villaggi su rilievi poco elevati che poi sarebbero stati inglobati dall’espansione della città e passati alla storia come i famosi sette colli di Roma: il Campidoglio, il Quirinale, l’Esquilino, il Viminale, il Celio, l’Aventino e il Palatino.

Il Foro Boario è la grande piazza attorno alla chiesa (Santa Maria in Cosmedin) dove si trova la Bocca della Verità e, fin dai primordi dell’antica Roma, ospitava il più grande e famoso mercato della città dove, fino all’età repubblicana, si teneva la vendita del bestiame (boario signidica di buoi).
All’epoca questa zona era occupata a perdita d’occhio da una massa brulicante di uomini e animali e, al centro della piazza s’innalzava una grande statua di un toro in bronzo, simbolo di questo posto.

Nel Foro Olitorio accanto, invece, si vendevano soltanto frutta e verdura e, addossati ai piedi del Campidoglio, sorgevano i due templi gemelli di Portunus e di Mater Matuta.
Mentre il dio Portuno, a cui è dedicato il primo tempio, è il protettore dei porti e delle porte, Mater Matuta è la dea del Mattino, connessa quindi alla navigazione e a chi si mette in viaggio, culto quindi diffuso tra i marinai e i mercanti (in tanti, infatti, portavano offerte a fine viaggio come ringraziamento per essere giunti sani e salvi)




L’altro monumento oggi visibile al Foro Boario è il Tempio di Ercole Vincitore, il più antico tempio romano e uno dei resti archeologici più eleganti del pianeta.
E’ l’edificio rotondo di fronte alla Bocca della Verità, un cilindro di venti colonne su cui poggia un tetto conico e che custodisce, al suo interno, la statua di Ercole, andata ormai perduta.
Ercole era considerato il patrono della corporazione degli oleari, protettore anche dei commerci e della transumanza delle greggi, (a conferma che la sua locazione nel Foro Boario non è affatto casuale) e il tempio fu fatto costruire da un ricco mercante (Marco Ottavio Erennio) che durante uno dei suoi viaggi commerciali fu attaccato dai pirati che riuscì a sconfiggere dopo aver chiesto la protezione di Ercole.

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