Meraviglie di Roma: I Fori Imperiali (Parte 2)

Considerati il centro dell’attività politica dell’antica Roma, l’area archeologica dei Fori Imperiali è l’area che si estende lungo l’omonima via tra il Colosseo e piazza Venezia, a ridosso del Foro Romano e che, tra il 46 a.C. e il 113 d.C. ha visto edificarsi i Fori di Cesare, Augusto, Nerva, il Foro e i Mercati di Traiano e il Foro della Pace.

Il Foro di Augusto

Dopo il Foro di Cesare, di cui abbiamo parlato in un post precedente, nel 2 a.C. fu edificato il Foro di Augusto, disposto perpendicolarmente rispetto al primo e con il Tempio a Marte Ultore che poggiava all’alto muro di cinta (tuttora ben conservato) che separava il Foro dal popolare quartiere della Suburra.

Il tempio fu promesso in voto a Marte Ultore (ossia “Vendicatore”) in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale Ottaviano (all’epoca non ancora Augusto) e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare e dunque vendicato la sua morte.
Il tempio si innalzava su un podio, alto circa 3,5 metri, rivestito in blocchi di marmo e con otto colonne corinzie sui lati e davanti e a cui si accedeva tramite 17 gradini in marmo. La cella terminava sul fondo con un abside occupata da un podio che ospitava le statue di Marte e Venere.

Marte era il leggendario padre di Romolo, padre quindi di tutti i romani, e soprattutto Dio delle battaglie e dei soldati. Per prendere decisioni, in caso di guerra, quindi, o per festeggiare un trionfo, o ringraziare per una vittoria, il senato si riuniva nel tempio di Marte Ultore.
Vi si svolgevano anche i ludi martiales, cioè i festeggiamenti dedicati al Dio della guerra, o le cerimonie con banchetti rituali dell’antico ordine sacerdotale dei Salii.

Davanti al tempio si apriva la piazza lastricata di circa 70 x 50 metri con al centro una colossale statua di Augusto sulla quadriga trionfale, sul cui basamento c’era l’iscrizione: PATRI PATRIAE (“Al padre della patria”).
In totale, comprese le esedre, il foro misurava 125 x 118 metri.

Il Foro fu abbandonato piuttosto presto rispetto agli altri, e già nel VI secolo venne abbattuto. Nel IX secolo sopra il podio del tempio venne costruita la chiesa di San Basilio nel cui convento si insediarono i cavalieri di San Giovanni.
Oggi del tempio sono rimaste le tre colonne del fianco destro e parte della parete della cella.

Il Foro di Nerva

Il Foro di Nerva in realtà venne costruito da Domiziano per unificare i già esistenti Fori di Cesare, di Augusto e il Tempio della Pace nell’area irregolare rimasta libera.
Il foro prese questo nome perchè fu inaugurato dopo la morte di Domiziano dal suo successore Nerva.

La piazza del foro, quindi, era di forma stretta e allungata, di 120 x 45 metri, con il tempio di Minerva che dominava l’estremità occidentale e alle spalle di questo la “porticus absidata“, l’ingresso monumentale creato per l’accesso dalla Suburra.

Fino a poco tempo fa, del Foro non si vedeva praticamente nulla, fu solo intorno al 1932 con i lavori per l’apertura di via dei Fori Imperiali che vennero alla luce le due porzioni del foro separate appunto dalla strada: la parte, nel Foro Romano, alle spalle della basilica Emilia e, dall’altro lato, a ridosso del foro di Augusto, un tratto del muro perimetrale con le “Colonnacce“, le due colonne aggettanti con il relativo attico.

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