Stamattina il Colosseo chiuso per sciopero.

Colosseo «chiuso per sciopero». E così anche Palazzo Massimo, le Terme di Diocleziano e di Caracalla. Il cartello è chiaro in italiano, un po’ meno in inglese. Non per la traduzione, ma per la straordinarietà della situazione.
Di certo, i turisti arrivati stamattina da tutto il mondo per ammirare l’Anfiteatro dei gladiatori e i siti archeologici dell’Antica Roma non si aspettavano certo di trovare i cancelli chiusi (dalle 8.30 alle 12 circa) per «assemblea sindacale». E così sono rimasti confusi, in attesa sotto il sole cocente davanti al Colosseo e agli altri monumenti della soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma. I siti sono stati riaperti e, piano piano, la situazione si sta normalizzando.

Mentre all’interno del Colosseo è in corso l’assemblea dei lavoratori, all’esterno tanti turisti sono in attesa dell’apertura per potere visitare l’Anfiteatro. Alcuni seduti per terra, altri in piedi con gli zainetti, ventagli e cappellini, aspettano che il Colosseo riapra i battenti. «È il terzo e ultimo giorno che stiamo a Roma – dice una coppia di ragazzi di Treviso -, se non lo visitiamo oggi, non lo vediamo più. Torneremo sicuramente nel pomeriggio». «Non sapevamo fosse chiuso – afferma una ragazza svedese, seduta subito all’esterno dell’Anfiteatro insieme alla sua comitiva – aspettiamo che riapra alle 12.30».

Il motivo dello sciopero e’.. «Con questa assemblea intendiamo denunciare il grave rischio che correranno nei giorni festivi tutti i musei e le aree archeologiche» afferma il segretario regionale Uilpa dei Beni culturali, Franco Taschini, all’assemblea dei lavoratori al Colosseo. «Il contratto del personale di vigilanza – spiega Taschini – prevede l’obbligatorietà di svolgere un terzo dei turni festivi all’anno e questo naturalmente stante la carenza del personale non basta assolutamente a garantire la tutela dei musei». «Chiediamo al ministro Bray una seria politica occupazionale, che si interrompa il costume del lavoro mascherato, che utilizza finti volontari, consulenti e stagisti» aggiunge Fiorella Puglia, sindacalista della Funzione pubblica Cgil di Roma e Lazio, all’assemblea dei lavoratori in corso al Colosseo. «La media dei lavoratori dei Beni culturali è di 54 anni – spiega Puglia – moltissimi persone con profili tecnici e alte professionalità vanno in pensione e non hanno possibilità di trasmettere le proprie competenze a causa del blocco del turnover. Per effetto della spending review non è possibile, ad oggi, assumere nuovo personale».

Fonte: Corriere.it

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