Il Colosseo
"Finchè esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà"

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Campo de' Fiori


Il rione di Campo de' Fiori prende nome da un'antica distesa di fiori che giungeva sino alle sponde del Tevere.
Le origini infatti disegnano la piazza come un semplice prato in fiore dove pascolava il bestiame, con le case e le torri solo da un lato, a ridosso dei ruderi del Teatro di Pompeo; dall'altro lato la vista del nudo Tevere. La dominavano gli Orsini, che si erano impadroniti della zona dal XII secolo, dominando dalla Torre Arpacata, quella ancora riconoscibile a ridosso del Palazzo Pio Righetti.

Nel 1440 la piazza fu lastricata da Eugenio I e nel XVI secolo divenne il centro di Roma: Vi sorsero numerosi alberghi, osterie e locande dai nome più disparati, "della Nave", "della Luna", "dell'Angelo", "della Scala" ed il più celebre di tutti,la "Locanda della Vacca", situato ai numeri 11-14 del vicino vicolo del Gallo e gestito, nel secondo decennio del Cinquecento, da Vannozza Caetani, l'amante di papa Alessandro VI Borgia e madre di Lucrezia, Cesare, Juan e Jose, tutti partoriti in questo palazzetto, sul quale si vede ancora lo stemma gentilizio di Vannozza.

Ma la piazza non fu soltanto luogo di affari o di piacere, ma anche luogo di esecuzioni capitali: in varie stampe antiche sono chiaramente visibili il palo per la corda (a lato di palazzo Orsini Righetti) e, di fronte, il patibolo. Al centro della piazza si erge la statua del filosofo Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia nel 1600 proprio in questo punto: il 9 giugno 1889, la statua, opera di Ettore Ferrari, venne inaugurata nel tripudio di tutti i professanti il "libero pensiero". Ai lati del monumento bronzeo si possono notare otto medaglioni con effigi di eretici famosi, pannelli con scene di vita del protagonista e la significativa scritta di Giovanni Bovio: "A Bruno il secolo da lui divinato, qui dove il rogo arse".
Nello stesso punto ove oggi si erge la statua di Giordano Bruno, vi era posta, in passato, una fontana, decorata da delfini bronzei, che venne poi spostata, nel 1924, in piazza della Chiesa Nuova, per lasciare maggiore spazio al mercato.

Il mercato di Campo de' fiori presente ancora oggi con i suoi banconi all'aperto, gli odori ed il dialetto romanesco è l'ultimo contatto con una Roma sparita, ultimo assaggio di un'atmosfera irripetibile.
Intorno alla statua di Giordano Bruno, banchi, bancarelle e furgoni offrono formaggi, salumi, pollame, frutta, verdura, casalinghi e cianfrusaglie di ogni genere. E, In quest'atmosfera popolare, non mancano personaggi caratteristici come l'arrotino che ogni mattina "pedala, da anni, azionando la mola per affilare.

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